09/09/13 Aggiornato il:

L'Arte dei Macchiaioli, 1850-1874



Il movimento pittorico dei Macchiaioli nato a Firenze-Italia a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento, consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri".
Silvestro Lega - Signora al pianoforte
Silvestro Lega - Signora al pianoforte

Nel 1862, al Caffè Michelangelo a Firenze, attorno al critico Diego Martelli, un gruppo di pittori dà vita al movimento dei Macchiaioli. Questo movimento vorrebbe rinnovare la cultura pittorica nazionale. La poetica Macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al Neo-Classicismo e al Purismo accademico, e sostiene che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, ottenuti tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, utilizzando uno specchio annerito col fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto. 
Giovanni Fattori
Origine del nome - Il termine venne coniato nel 1862 da un recensore della «Gazzetta del Popolo» che così definì quei pittori che intorno al 1855 avevano dato origine ad un rinnovamento anti-Accademico della pittura italiana in senso Verista. Il nome fu utilizzato per la prima volta nel 1862 in occasione di un'esposizione fiorentina e fu successivamente adottato dal gruppo. Il contenuto paesaggistico tipico del movimento dei Macchiaioli viene più volte ripreso per coerenza dell’opposizione verso gli ideali del Purismo, tra cui il sublime teorizzato da Edmund Burke, un sublime simbolico e non percepito nella realtà dei partigiani. Il sublime dell’arte italiana invece è molto simile a quello della Vastitas, apprezzato nei paesaggi a campo aperto dagli stessi partigiani, tra cui Giovanni Fattori. Il nome fa riferimento al fatto che questi pittori eliminavano totalmente la linea ed il punto geometrico, in quanto non esistenti nella realtà, usando vere e proprie macchie di colore.


Del gruppo fanno parte Serafino De Tivoli, Eugenio Cecconi, Odoardo Borrani, Raffaello Sernesi, Niccolò Cannicci, Egisto Ferroni e Adriano Cecioni, scrittore e scultore oltre il pesarese Vito D'Ancona; il napoletano Giuseppe Abbati il trentino Eugenio Prati e il veronese Vincenzo Cabianca, Domenico Caligo, cui si aggiunse Diego Martelli, critico e mecenate. 
Un certo senso più isolati, ma considerati fra i principali del movimento: Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini. Il luogo di ritrovo fu il Caffè Michelangelo a Firenze e più tardi nella tenuta che nel 1861 ereditò Diego Martelli a Castiglioncello il Castello Pasquini. I Macchiaioli sono considerati gli iniziatori della pittura moderna italiana.
La corrente diede luogo a quella dei Post-Macchiaioli, cioè dei pittori di origine toscana che furono attivi, richiamandosi alla pittura di "macchia", tra il 1880-1930. I principali furono: Giovanni Bartolena, Leonetto Cappiello, Vittorio Matteo Corcos, Michele Parigi, Oscar Ghiglia, Francesco Gioli, Luigi Gioli, Ulvi Liegi, Guglielmo Micheli, Alfredo Müller, Plinio Nomellini, Filadelfo Simi, Adolfo Tommasi, Angiolo Tommasi, Ludovico Tommasi, Lorenzo Viani, Llewelyn Lloyd, Raffaello Gambogi.
Silvestro Lega
Silvestro Lega

Mostre
  • I Macchiaioli, la trasformazione sociale e artistica nella Toscana di Metà 800, Pistoia, Palazzo Comunale, 1999;
  • I Macchiaioli prima dell'Impressionismo, Padova, Palazzo Zabarella dal 27 settembre 2003 all'8 febbraio 2004;
  • I Macchiaioli, Il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo Toscano, Montecatini Terme, Terme Tamerici, 16 luglio 2009 - 18 gennaio 2010;
  • Telemaco Signorini e la pittura in Europa, Padova, Palazzo Zabarella, dal 19 settembre 2009 al 31 gennaio 2010;
  • Macchiaioli a Montepulciano capolavori e inediti privati dal 25 aprile al 26 settembre 2010, Montepulciano Siena;
  • Macchiaioli a Villa Bardini, Firenze, Villa Bardini, 2011;
  • Les Macchiaioli 1850 - 1874. Des Impressionistes italiens?, Parigi, Museo dell'Orangerie 10 aprile - 22 luglio 2013.