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Wassily Kandinsky | IV - La Piramide

Lo spirituale nell'arte, 1910

Così, lentamente molte arti si avviano a dire quello che hanno da dire, con i loro mezzi specifici.
E nonostante questa separazione, o grazie ad essa, le arti non sono state mai tanto unite come in quest'ultima fase della svolta spirituale.
In tutte si avverte la tendenza all'antinaturalismo, all'astrazione e all'interiorità. Consciamente o inconsciamente ubbidiscono al detto di Socrate: "Conosci te stesso!". Consciamente o inconsciamente, gli artisti si occupano sempre più del loro materiale, lo saggiano, pesano sulla bilancia spirituale il valore interiore degli elementi creativi.

Wassily Kandinsky | Unstable Compensation, 1930

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Wassily Kandinsky | III - The Spiritual revolution, 1910

Concerning the Spiritual in Art, 1910

The spiritual triangle moves slowly onwards and upwards. Today one of the largest of the lower segments has reached the point of using the first battle cry of the materialist creed. The dwellers in this segment group themselves round various banners in religion. They call themselves Jews, Catholics, Protestants, etc. But they are really atheists, and this a few either of the boldest or the narrowest openly avow. "Heaven is empty", "God is dead".

In politics these people are democrats and republicans. The fear, horror and hatred which yesterday they felt for these political creeds they now direct against anarchism, of which they know nothing but its much dreaded name.


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Wassily Kandinsky | III. La svolta spirituale

Lo spirituale nell'arte, 1910

Il triangolo procede lentamente verso l'alto. Oggi una delle più ampie sezioni inferiori ha raggiunto il livello dei primi postulati del "dogma" materialistico. Da un punto di vista religioso i suoi abitanti hanno vari nomi. Si chiamano Ebrei, Cattolici, Protestanti, ecc. In realtà sono atei, come i più audaci (o i più limitati) di loro riconoscono apertamente.
Il "cielo" è vuoto.
"Dio è morto".
Politicamente sono democratici o repubblicani. La paura, il disprezzo e l'odio che un tempo nutrivano per queste tendenze politiche li hanno riversati oggi sull'anarchia, di cui conoscono solo il terribile nome. In economia sono socialisti. Affilano la spada della giustizia per vibrare il colpo mortale all'idra capitalista e tagliare la testa al male.

Wassily Kandinsky | Amsterdam view from the window

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Wassily Kandinsky | II - Del movimento, 1910

Lo spirituale nell'arte, 1910

Un grande triangolo acuto diviso in sezioni disuguali, che si restringono verso l'alto, rappresenta in modo schematico, ma preciso, la vita spirituale. In basso, le sezioni del triangolo diventano sempre più grandi ed estese.

Il triangolo si muove lentamente, quasi impercettibilmente, verso l'alto e dove "oggi" c'è il vertice, "domani" ci sarà la prima sezione; quello cioè che oggi è comprensibile solo al vertice, e per il resto del triangolo è ancora un oscuro vaniloquio, domani diventerà la vita, densa di emozioni e di significati, della seconda sezione.
Al vertice sta qualche volta solo un uomo. Il suo sguardo è sereno come la sua immensa tristezza. E quelli che gli sono più vicini non lo capiscono. Irritati, lo definiscono un truffatore o un pazzo. Così disprezzarono Beethoven, che visse da solo, al vertice.

Wassily Kandinsky | Various actions

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Wassily Kandinsky | I - Dell'Estetica, 1910

Lo spirituale nell'arte, 1910
I. Introduzione

Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti.
Analogamente, ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più.
Lo sforzo di ridar vita a princìpi estetici del passato può creare al massimo delle opere d'arte che sembrano bambini nati morti. Noi non possiamo, ad esempio, avere la sensibilità e la vita interiore degli antichi Greci.
E se in scultura tentassimo di adottare i loro princìpi non faremmo che produrre forme simili alle loro, ma prive di anima.
Come le imitazioni delle scimmie. Esteriormente i movimenti delle scimmie sono perfettamente uguali a quelli dell'uomo.

Wassily Kandinsky | Oval n°2, 1925

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Wassily Kandinsky | The movement of the Triangle

Concerning the Spiritual in Art, 1910

Many grievous obstacles along this road must be conquered, so as to arrive at the first stage; and even then an evil, unseeing hand may toss more obstacles in the way, so that this road sometimes appears to be totally impassable, as all landmarks vanish.
It is then that there unfailingly arises some human being, no different from the rest of humanity but for a secret power of "Vision" within him.
He sees and points the way. Sometimes he would prefer to lay aside his power, as it is a heavy cross to bear; but he cannot do so. Though scorned and hated, he never lets go but drags the cartload of protesting humanity after him, ever forcing it forward and upward, over all obstacles in his way.


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Wassily Kandinsky | About General Aesthetic, 1910

Concerning the Spiritual in Art, 1910
Kandinsky's Introduction

Every work of art Is a child of its time, while often it is the parent of our emotions.
Thus, every cultural period creates art of its own, which can never be repeated again. An effort to revive art-principles of the past, at best, can only result in works of art resembling a still-born child. For example, it is impossible for us to relive or feel the inner spirit of the ancient Greeks.
The sculptor's attempts to employ Greek principles can only achieve a similarity in form, while the work itself remains for all time without a soul.


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Kandinsky | Lo Spirito dei colori

"Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti" - Kandinsky

"Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita", scriveva Wassily Kandinsky (1866-1944), il fondatore dell'Arte Astratta.
Nel sangue russo di Kandinsky si erano confusi quello tedesco della nonna materna e quello orientale della bisnonna paterna, che era una principessa cinese.
La musica diede una particolare impulso alla sua anima, Mussorgskij, Rimskji-Korsakov, Balakirev, Cui e Borodin erano i suoi preferiti.
Mentre, Monet, con i suoi Covoni esposti a Mosca nel 1895, gli diede la certezza della sua vocazione: egli ricorderà sempre quelle tele per l'impressione che ne aveva ricevuta d'esser la pittura in essa indipendente e comunque assai più forte della realtà per suo mezzo raffigurata.