Wassily Kandinsky - Il Trattato dei colori


La spiritualità nell’arte - Über das Geistige in der Kunst, è il titolo che Wassily Kandinsky diede al saggio del 1911, dove spiegò il problema dell'astrazione, esaminando il rapporto possibile tra la spiritualità e le manifestazioni artistiche.
Nel capodanno del 1911 Wassily Kandinsky assiste ad un concerto di Arnold Schönberg a Monaco. Tornato a casa Kandinsky, pur non conoscendolo personalmente, scrive una lettera al compositore per renderlo partecipe di tutto il suo entusiasmo nell’aver assistito al concerto e, per parlargli di quelli che, secondo lui, sono i punti di contatto forte tra i suoi dipinti e la musica del compositore. Quello è un anno davvero importante per Kandinsky, è nel pieno dello sviluppo pratico delle sue idee circa lo spirituale nell’arte e, l’editore monacese Georg Müller aveva l’anno prima bocciato la sua proposta di pubblicare il suo scritto in quanto, secondo l’editore, la gente interessata ad argomentazioni teorico-estetiche, non era poi così numerosa. Al tal proposito però, Kandinsky non ha mai mollato la presa e, proprio nel settembre di quell’anno, probabilmente grazie anche alla mediazione di Franz Marc, il famoso trattato circa appunto lo spirituale nell’arte, verrà pubblicato.
Wassily Kandinsky 1866-1944, in base alla propria convinzione, secondo la quale, il movimento del colore è una vibrazione che tocca le corde dell'interiorità, descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali. Egli si occupa dei colori primari - giallo, blu, rosso, e poi di colori secondari - arancione, verde, viola, ciascuno dei quali è frutto della mescolanza tra due primari. Analizzerà anche le proprietà di marrone, grigio e arancione:

Il Laboratorio dei colori | Wassily Kandinsky 1866-1944
  • Il giallo è dotato di una follia vitale, prorompente, di un'irrazionalità cieca; viene paragonato al suono di una tromba, di una fanfara. Il giallo indica anche eccitazione quindi può essere accostato spesso al rosso ma si differenzia da quest'ultimo.
  • L'azzurro è il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante, come un cielo artistico; è paragonabile al suono di un flauto.
  • Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. L'energia del rosso è consapevole, può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità, energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. È paragonato al suono di una tuba.
  • L'arancione esprime energia, movimento, e più è vicino alle tonalità del giallo, più è superficiale; è paragonabile al suono di una campana o di un contralto.
  • Il verde è assoluta mobilità in una assoluta quiete, fa annoiare, suggerisce opulenza, compiacimento, è una quiete appagata, appena vira verso il giallo acquista energia, giocosità. Con il blu diventa pensieroso, attivo. Ha i toni ampi, caldi, semigravi del violino.
  • Il viola, come l'arancione, è instabile ed è molto difficile utilizzarlo nella fascia intermedia tra rosso e blu. È paragonabile al corno inglese, alla zampogna, al fagotto.
  • Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell'azzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse "ipocondria". In genere è associato al suono del violoncello.
  • Il grigio è l'equivalente del verde, ugualmente statico, indica quiete, ma mentre nel verde è presente, seppur paralizzata, l'energia del giallo che lo fa variare verso tonalità più chiare o più fredde facendogli recuperare vibrazione, nel grigio c'è assoluta mancanza di movimento, che esso volga verso il bianco o verso il nero.
  • Il marrone si ottiene mischiando il nero con il rosso, ma essendo l'energia di quest'ultimo fortemente sorvegliata, ne consegue che esso risulti ottuso, duro, poco dinamico.
  • Il bianco è dato dalla somma convenzionale di tutti i colori dell'iride, ma è un mondo in cui tutti questi colori sono scomparsi, di fatto è un muro di silenzio assoluto, interiormente lo sentiamo come un non-suono. Tuttavia è un silenzio di nascita, ricco di potenzialità; è la pausa tra una battuta e l'altra di un'esecuzione musicale, che prelude ad altri suoni.
  • Il nero è mancanza di luce, è un non-colore, è spento come un rogo arso completamente. È un silenzio di morte; è la pausa finale di un'esecuzione musicale, tuttavia a differenza del bianco in cui il colore che vi è già contenuto è flebile, fa risaltare qualsiasi colore.
Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

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Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

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Il Trattato dei colori Wassily Kandinsky

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