28/01/21

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Osman Hamdi Bey | Orientalist painter


Osman Hamdi Bey, [Constantinople, 1842-1910], Ottoman statesman, painter and art expert who put forth legislation aimed at regulating finds made by various archaeological enterprises in the Ottoman Empire and preventing the antiquities from being smuggled abroad.
As a painter, he became famous while he was alive. He worked on compositions with figures and portraits, and he was the first Turkish artist who painted figures.
In his paintings, there are many architectural and decorative details. He frequently appears as the main character; he used photos taken of him in different outfits and poses for his drawings.
Today, many domestic and foreign museum collections include his paintings as well.

The Tortoise Trainer - Pera Museum, İstanbul


His painting "The Tortoise Trainer" 1906, broke a record in Turkey by being sold for the amount of 3.5 million dollars in December 2004.
The painting expresses a sarcastic innuendo on the painter's own view of his style of work compared to those of his collaborators and apprentices, and is also a reference to the historical fact of tortoises having been employed for illuminative and decorative purposes, by placing candles on the shell, in evening outings during the Tulip Era in the early 18th century.
The painting was acquired by the Suna and İnan Kıraç Foundation and is currently on display at the Pera Museum in İstanbul, which was established by this foundation.

Osman Hamdi Bey was also an accomplished archaeologist, and is considered as the pioneer of the museum curator's profession in Turkey. He was the founder of Istanbul Archaeology Museums and of İstanbul Academy of Fine Arts (Sanayi-i Nefise Mektebi in Turkish), known today as the Mimar Sinan University of Fine Arts.
French orientalist painters Jean-Léon Gérôme and Gustave Boulanger were his teachers, whose influence is apparent in most of the paintings Osman Hamdi done.


Osman Hamdi Bey founded the Archaeological Museum of Istanbul and became its director in 1881.

His taste and energy did much to establish the reputation of the museum and its impressive collection of Greco-Roman antiquities. Included among the treasures that he secured for the museum are the famous Greek sarcophagi found in the royal necropolis at Sidon (now in Lebanon) in 1887.
These are outstanding examples of Greek art of the 5th and 4th centuries bce and are perfectly preserved.
The magnificent “Alexander” sarcophagus (so named because it was originally believed to be that of Alexander the Great) even retains traces of its original colouring. Hamdi Bey’s account of the excavation, Une Nécropole royale à Sidon (A Royal Necropolis at Sidon), cowritten by Théodore Reinach, was published in 1892.











Osman Hamdi Bey (Istanbul, 30 dicembre 1842-1910) è stato un pittore ed archeologo Turco, - Fondatore del Museo di Istanbul.
Come pittore si impose fondando una scuola di pittura originale e come archeologo fu il grande pioniere della promozione della storia antica e dell'archeologia del territorio turco. Creò inoltre il primo museo archeologico del suo Paese.
Osman Hamdi era il primogenito del Gran Visir (Sadrazam) İbrahim Edhem Pacha, ingegnere e politico di cultura occidentale. Mostrò sin da giovanissimo una marcata disposizione per l'arte, con un'abilità particolare per il disegno e la pittura.
Nonostante appartenesse ad una famiglia di livello e di censo superiore, egli frequentò la scuola pubblica di Beşiktaş, quindi, dal 1856, la facoltà di giurisprudenza (Maarif-i Adliye) di Costantinopoli.
Nel 1860 suo padre lo inviò a Parigi per perfezionare i suoi studi giuridici e perché apprendesse almeno gli elementi fondamentali della cultura occidentale. Osman ne approfittò per migliorare anche la sua tecnica pittorica, studiando sotto la direzione di Jean-Léon Gérôme, di Louis Boulanger e di Fausto Zonaro.


Nel 1864, sposò una giovane di nome Maria. Costei gli diede due figlie, Fatima e Hayriye. Il matrimonio durò 10 anni: nel 1873, infatti, Osman si recò ad una fiera internazionale a Vienna, dove conobbe una ragazza francese di soli 17 anni, anche lei di nome Maria (Hanim), che Osman soprannominò Naile, per poi sposarla lasciando la prima moglie.
Da Naile ebbe quattro figlie: Melek, Leïla, Edhem e Nazlı. Terminati gli studi, Osman rientrò in Turchia nel 1869 e fu assunto dai servizi diplomatici dell'Impero Ottomano come responsabile, nonché responsabile degli affari esteri per la Provincia ottomana di Bagdad. E fu lì che, prendendo parte ad uno scavo, egli cominciò ad appassionarsi di storia e d'archeologia.
Pittore ormai affermato nel suo Paese, possedeva un ampio atelier, dove riceveva i pittori stranieri che venivano a visitare l'Oriente. Fra questi il pittore francese Max Leenhardt, al quale fece scoprire la cultura ottomana e la straordinaria luminosità del Bosforo.
Nel frattempo diresse lui stesso le prime ricerche di antichità e i primi scavi archeologici, a capo di gruppi di ricercatori turchi, a Sidon nel Libano. Riportò alla luce numerosi sarcofagi (fra cui quello noto come il «sarcofago di Alessandro»), che sono considerati ancora delle meraviglie archeologiche.


Affinché queste vestigia fossero conservate e adeguatamente mostrate al pubblico, nel 1881 Osman fondò un Museo archeologico che aprì i battenti dieci anni dopo. Hamdi Bey divenne così il direttore del primo museo della Turchia, che nominò Müze-i Humayun («Museo dell'Impero»), situato nel quartiere Sultanahmet d’Istanbul, e che attualmente è il Museo archeologico di Istanbul.
La sua edificazione venne affidata all'architetto medio-orientale Alexandre Vallaury (1850–1921) e la sua facciata ricorda la forma del sarcofago di Alessandro. L'edificio costituisce un interessante esempio di architettura neoclassica della città.
Di fronte al museo, Osman Hamdi fece costruire nel 1883 la Scuola Sanayi-i Nefise Mektebi (Università di belle arti Mimar-Sinan o Istituto di Belle arti), che fu la prima istituzione turca dedicata alle arti contemporanee. L'edificio ospita oggi anche il Museo dell'Antico oriente.
Nello stesso anno il governo incaricò Osman Hamdi Bey, in qualità di direttore del museo imperiale ottomano, e Osgan Efendi, professore dell’Accademia di Belle arti, di recarsi a Nemrut Dağı per inventariare in modo completo tutti gli edifici e le iscrizioni, e per raccogliere quanti più reperti possibili.
Dopo gli scavi di Nemrut, Osman seguì anche un altro progetto a Lagina.


Osman Hamdi Bey fu altresì uno degli autori del progetto di legge sulla protezione del patrimonio culturale (Asar-ı Atika Nizamnamesi), adottata nel 1884, e che fu di grande importanza nel mettere fine al traffico di antichità verso l'Occidente. Con tale legge il museo di Hamdi ottenne la qualifica di Museo di Stato, beneficiando così del monopolio della Corona.
Nonostante queste attività in archeologia, Osman non trascurò la sua produzione pittorica e fece appositamente costruire nel 1884 un padiglione d'estate a Eskihisar, villaggio della periferia di Gebze, dove suo padre possedeva già una residenza, per farne il suo atelier. Oggi essa è proprietà dello Stato e dal 1987 è divenuta un museo col nome di Casa di Osman Hamdi Bey.
Vi si possono ammirare oggetti appartenuti al celebre archeologo, foto d'epoca e copie dei suoi quadri (in prevalenza composizioni figurative di temi orientaleggianti), poiché le opere originali sono conservate in collezioni private o nei grandi musei di ogni parte del mondo. Osman divise i suoi ultimi anni fra l'abbellimento e l'arricchimento del Museo e la sua attività di pittore.
Osman Hamdi Bey morì nella sua villa sul Bosforo a Istanbul-Kuruçesme nel 1910, all'età di 67 anni. | © Wikipedia