18/02/14 Aggiornato il:

Leon Augustin L'Hermitte ~ Naturalist painter



French artist Léon Augustin L'Hermitte (1844-1925) was an Naturalist realist painter and etcher whose primary subject matter was of rural scenes depicting the peasant worker. He was born in Mont-Saint-Père. A student of Lecoq de Boisbaudran, he gained recognition after his show in the Paris Salon in 1864. His many awards include the French Legion of Honour, 1884 and the Grand Prize at the Exposition Universelle in 1889. L'Hermitte died in Paris in 1925.
L'Hermitte’s innovative use of pastels won him the admiration of his contemporaries. Vincent van Gogh wrote that "If every month Le Monde Illustré published one of his compositions ... it would be a great pleasure for me to be able to follow it. It is certain that for years I have not seen anything as beautiful as this scene by L'Hermitte... I am too preoccupied by L'Hermitte this evening to be able to talk of other things".
L'Hermitte is represented in the collections of museums around the world, including Amsterdam, Boston, Brussels, Chicago, Florence, Montreal, Moscow, Paris, Rheims, and Washington.














































Léon Augustin L'Hermitte (1844-1925) è stato un pittore Realista Francese. Nacque in un piccolo villaggio della Piccardia, nel Dipartimento dell'Aisne. Suo padre, maestro di scuola, notò il suo talento e la sua viva inclinazione per il disegno. Lo incoraggiò quindi a proseguire nella strada dell'arte inviandolo a Parigi nel 1863, dove il giovane Léon si iscrisse alla "Scuola speciale di disegno e matematica", detta "Petite École" sotto la guida di Horace Lecoq de Boisbaudran (1802-1897), noto per il suo metodo d'insegnamento basato sulla memoria visiva, dal quale egli acquisì la prima formazione artistica. Allievi nella stessa scuola e suoi amici furono Henri Fantin-Latour ed Auguste Rodin. Nel 1864 un suo disegno a carboncino fu esposto in via eccezionale al Salon. Nel 1866 Léon illustrò il libro "Paysagistes aux Champs" di Frédéric Henriet. Entrò quindi all' École nationale supérieure des Beaux arts.
Terminati gli studi cominciò ad esporre ai Salon, e ricevette più volte menzioni e riconoscimenti. Fece anche parte della Giuria in occasione dell'Expo di Parigi del 1900. La sua opera "La mietitura" ricevette una medaglia al Salon del 1874. A 25 anni si recò a Londra, dove ebbe l'occasione di conoscere Alphonse Legros, che a sua volta lo presentò al mercante d'arte Durand-Ruel. L'Hermitte poté così esporre nella galleria di quest'ultimo in New Bond Street e vendette un buon numero di quadri.
Nel 1879 Edgar Degas, che Léon incontrava spesso a Parigi, gli propose di partecipare alla 4ª Mostra degli Impressionisti, ma L'Hermitte rifiutò, probabilmente perché non si sentiva in sintonia con la concezione impressionista dell'arte. In quegli anni, peraltro, egli divenne un artista sempre più conosciuto, ammirato da Rodin, Puvis de Chavannes e in particolare da Van Gogh, che lo paragonò a Rembrandt per la maestria del tratto. A causa dei suoi numerosi quadri sulla raccolta del grano, L'Hermitte venne soprannominato "il pittore dei mietitori".
Su incarico dello Stato decorò la Sala delle Commissioni della Sorbona e su commissione del Comune di Parigi realizzò un'imponente pittura: "Les Halles", per abbellire la nuova sede del Municipio. All'Expo di Parigi del 1900 espose sette quadri e la favorevole accoglienza di queste opere da parte del pubblico e della critica gli valse la Legion d'Onore. Infine, nel 1905, l'Accademia di Belle arti gli offrì la Cattedra di pittura che era stata di Jean-Jacques Henner.
Durante la prima guerra mondiale la sua salute cominciò a vacillare, al punto che egli dovette drasticamente ridurre la sua attività, limitandosi alla produzione di qualche lavoro a pastello. Nove anni dopo Léon L'Hermitte moriva ottantunenne a Parigi. Era il 1925.
L'Hermitte seguì per tutta la sua carriera la concezione naturalista della pittura, senza cedere ai movimenti moderni che agitavano gli anni a cavallo del secolo. Le sue opere sono una costante testimonianza della vita sociale operaia e contadina dei suoi tempi, e illustrano, con tecnica e sensibilità non comuni, scene di lavoro campestre o cittadino. I suoi quadri sono presenti in molte città importanti, come Amsterdam, Boston, Bruxelles, Chicago, Firenze, Montréal, Mosca, Parigi, Reims e Washington.