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Eugeniusz Żak

Belarusian / Polish artist Eugeniusz Zak (1884-1926) was born to a family of Polish Jews in Minsk, Belarus. As a boy he moved to Warsaw, where he graduated from a non-classical secondary school.
In 1902, he left for Paris to undertake studies, first at the École des Beaux-Arts in the studio of the aged master of academism Jean-Léon Gerôme, and then at Académie Colarossi in the studio of Albert Besnard.
In 1903, he traveled to Italy and toward the end of the year to Munich, where he entered a private school run by the Slovenian Anton Ažbé. His fame grew rapidly. The French government purchased of one of his paintings for the Luxembourg Museum (1910), he organized a one-man show at Galerie Druet (1911), and he was connected with important personalities of Parisian cultural life, including the critics Adolf Basler and André Salmon.


In 1912 he became a professor at the Académie La Palette. In 1913 he married a beginning painter Jadwiga Kon, who managed the well-known Galerie Zak after his death.
In 1916 he returned with his family to Poland, settling in his wife's hometown of Częstochowa.
He associated with the Formists.
Upon his frequent visits to Warsaw, he collaborated with the future members of Rhythm, a group he co-founded in 1921. In 1922 he left Poland for good. First, he went to Germany, where he had already been known and esteemed before the World War I.
He visited Berlin and later Bonn, where he carried out a commission to decorate the interior of the villa of the architect Fritz August Breuhaus with paintings. He co-operated with the periodical Deutsche Kunst und Dekoration, publishing articles on certain artists who were close to him. In 1923 he settled once again in Paris, where he joined his friends Zygmunt Menkes and Marc Chagall.
His growing artistic fame and financial successes ended suddenly when he died of a heart attack. He did not live to take over the faculty of painting, which had been offered to him by the Academy of Fine Arts, Cologne, Germany.


Exhibitions

During Zak's lifetime, his one-man shows were organized in Paris (1911, 1925) and Warsaw (1917).
Apart from the Paris Salons (from 1904) and an exhibition of the Polish artists residing in Paris, which was organized in Barcelona (1912), his works appeared at the famous Armory Show in New York City, Chicago and Boston, where he was the only Pole besides Elie Nadelman (1913), at the Venice Biennale (1914), and at the Parisian exhibitions of the Association France-Pologne in Paris (1924).
Moreover, he took part in exhibitions of the Society of Polish Artists "Sztuka" ("Art"), beginning in 1908, as well as those of the Polish Expressionists (later called Formists) before they formed an official group (Kraków 1913 and Zakopane 1916) and after (Kraków 1917 and Lwów 1918).
He exhibited in Warsaw as a member of the Polish Art Club (1917-1919), the New Group (1918), and Association of Polish Artists "Rhythm" in Kraków (1923) and Warsaw (1924).
The artist's posthumous exhibitions occurred at the three Paris Salons and at Parisian galleries as well as in Warsaw and Düsseldorf (all in 1926), New York (1927), Buffalo (1928), London (1929) and several more times in Paris, including at the Galerie Zak (1936, 1938).
The last, run by the artist's widow, enjoyed the reputation of being one of the most interesting galleries on the left bank of the Seine: it sponsored, among other things, the first exhibition by members of the Paris Committee, known as the Kapists, several one-man shows of Polish and Jewish artists active in France, and Wassily Kandinsky's first Parisian one-man show. | © Wikipedia

Eugeniusz Żak 1884-1926 | Polish Neo-classic painter

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Eugeniusz Zak è stato un pittore Polacco.
All'inizio Zak espresse il suo temperamento artistico attraverso un sofisticato uso della linea, facendo riferimento nei suoi ritratti a sanguigna alle opere di Leonardo, Botticelli, Hans Holbein il giovane e Dürer.
Poi, nella prima fase della sua carriera, si accostò allo stile dei Nabis, mediante l'elaborazione di superfici piatte, circoscritte in modo sfumato, senza contorni precisi e dai colori leggermente opachi.
Per un breve periodo si lasciò prendere, come molti altri pittori parigini, dall'esotismo e dalle atmosfere tradizionali bretoni. Prese anche a prestito alcuni motivi delle porcellane cinesi e della miniature persiane. Dipinse inoltre delle vedute di vicoli e di "boulevard" parigini e, sporadicamente, anche soggetti religiosi tratti dal Nuovo Testamento.
Le sue composizioni antecedenti la prima guerra mondiale si rifacevano alla tradizione idilliaca presente nei lavori di artisti come Nicolas Poussin, Claude Lorrain, Antoine Watteau, ed in particolare da Pierre Puvis de Chavannes, del quale il quadro "Povero pescatore", che si trova al Louvre, gli suggerì numerose opere. Ma ben presto la sua personalità ebbe il sopravvento e Zak iniziò ad esasperare la stilizzazione delle sue sagome umane e dei volti.

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Il quadro "Arcadia", ispirato all'originale italiano e ai paesaggi del sud della Francia, fu interpretato dalla gente come una bellezza ermafrodita, legata senza dubbio al fascino del Rinascimento e dell'arte dell'antica Grecia, con i suoi volti languidi e l'espressione nostalgica.
Zak, al pari di Amedeo Modigliani, tramite un disegno assai elaborato e un'immaginazione poetica dagli accenti romantici, creò una particolare specie umana che si ritrova soltanto nelle figure dei loro dipinti.
Le sue case e gli ammassi rocciosi trattati in modo cubista furono sempre composti con un ritmo decorativo. La loro raffinata combinazione di colori sfumati le distingue, ed esse entrano in un interessante dialogo con le realizzazioni di certe opere rappresentative del movimento tedesco della Nuova oggettività, e anche con quelle italiane del gruppo dei Valori Plastici, sebbene non si possa certamente parlare di influenze dirette.
Nel 1917-1920 gli emarginati sociali e le persone solitarie che passavano la vita nelle osterie, rimpiazzarono i primi pescatori e le loro famiglie, i marinai e i mercanti. Osserviamo qui una palese connessione con l'interesse per i "miserabili" del giovane Pablo Picasso, quali, ad esempio, i Saltimbanchi del periodo blu.

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Nell'opera di Zak, questi temi di grande tristezza furono contemporaneamente bilanciati dalla raffigurazione di famiglie felici, colte in varie situazioni: una madre che gioca col figlio sorridente, una famiglia che si diverte col teatrino delle marionette, etc.
I dipinti di questo periodo acquisirono più luce e più vita, i contorni delle figure si dissolsero ai bordi delle superfici colorate e macchie di luce comparvero sulle composizioni stilizzate.
Il repertorio delle forme elaborate da Zak può anche non considerarsi particolarmente ricco, ma è certamente caratteristico, quanto basta per rendere i suoi lavori immediatamente riconoscibili. Il suo stile influenzò molti artisti polacchi che gravitavano attorno al “Rhythm”, un gruppo che costituiva la versione polacca dell'Art Deco.
Un'importante caratteristica della grammatica delle forme di Zak fu il trattamento della sagoma umana, che l'artista dotò di proporzioni allungate, che poco avevano in comune con quelle dei modelli reali, in un'enfasi manierista della contrapposizione. Anche le posture di tali sagome si accostarono a quelle della danza, divenendo tipiche delle marionette e dei manichini piuttosto che delle persone.
Le ultime opere di Zak sembrarono aprire un nuovo capitolo nella sua produzione: egli cominciò, infatti, ad usare effetti pittorici tipici dell'impressionismo, seguendo in particolare le tecniche di Pierre-Auguste Renoir che in precedenza egli non aveva di certo apprezzato. | © Wikipedia

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