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Simon Vouet | Baroque Era painter


Simon Vouet, (born January 9, 1590, Paris, France - died June 30, 1649, Paris), painter who introduced an Italianate Baroque style** of painting into France.
Vouet formed his style in Italy, where he lived from 1612 to 1627. The use of dramatic contrasts of light and shade seen in such early works as his Two Lovers indicates that he began in Rome as a follower of Caravaggio**.




Works done after 1620, however, such as St. Bruno (1620) and Cupid and Psyche (1637), display more idealized figures, betraying the influence of Guido Reni**, Il Guercino**, and Domenichino, who painted in the classical Baroque style** of the school of Bologna. Vouet’s Time Vanquished (1627) breaks with the tenebrism of Caravaggio**, using the more evenly diffused white light that characterizes his later style.
He returned to Paris in 1627 at the request of Louis XIII, who named him his first painter.
Thereafter, Vouet won almost all the important painting commissions and dominated the city artistically for 15 years. He exercised an enormous influence with such works as Riches (c. 1630), which was probably part of the decorative program of the château of Saint-Germain-en-Laye.




Engravings and surviving panels show that he had studied Italian illusionistic ceiling decoration; e.g., his work in the Château de Chilly is derived from Guercino’s** Aurora, and that in the Hôtel Séguier (completed c. 1640) is derived from Veronese. His other principal undertakings were in the Hôtel de Bullion and in the palace of the Cardinal de Richelieu at Rueil.


Vouet’s religious paintings of the early 1630s, such as the St. Charles Borromeo (c. 1640), show a developed but restrained Baroque style. The Madonna (c. 1640) and the Diana (1637) illustrate his best-known style, characterized by soft, smooth, and idealized modeling, sensuousness of forms, use of bright colours, and a facile technique. | ©2018 Encyclopædia Britannica, Inc.







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Vouet ⟨vu̯è⟩, Simon - Pittore Francese** (Parigi 1590 - ivi 1649). Primo pittore di Luigi XIII e suo maestro di disegno, visse per un lungo periodo a Roma, dove nel 1624 divenne principe dell'Accademia di S. Luca, e dove fu influenzato dalle esperienze, che poi rielaborò in modo personale, della cerchia di Caravaggio e da G. Reni**.
Nel campo della decorazione monumentale Vouet portò in Francia grandi innovazioni riallacciandosi con grandiosità barocca** alla smagliante tradizione che era stata fondata con la scuola di Fontainebleau, arricchendola con l'esperienza di artisti quali Veronese**, Correggio**, Giulio Romano.
  • Vita ed opere
Fu a Roma (1614-26), dopo un viaggio a Costantinopoli e a Venezia (1612); vicino alla cerchia caravaggesca, ne desunse molti elementi e motivi che elaborò in maniera del tutto personale insieme ad altri di origine manieristica (Nascita della Vergine, Roma, S. Francesco a Ripa, Scene della vita di s. Francesco, Roma, S. Lorenzo in Lucina).
In questo periodo italiano interessante è anche l'avvicinamento alla semplicità classicheggiante e colta di G. Reni**, riscontrabile, oltre che nell'Apparizione della Vergine a s. Bruno (Napoli, S. Martino), in molte composizioni note da incisioni di C. Mellan, come la Lucrezia.
Tornato in Francia (1627), Vouet, ebbe enorme successo: eseguì ritratti, diede cartoni per arazzi, dipinse in molti palazzi di Parigi ed ebbe grande importanza come fondatore di una scuola barocca mitigata da elementi classicheggianti, prettamente francese.



Tra le opere di soggetto religioso, notevole la Presentazione al Tempio (Parigi, Louvre**), commissionata nel 1641 da Richelieu per la chiesa dei gesuiti St. Paul-St. Louis, in cui il soggetto viene trattato in maniera meno enfatica, lo spazio è più accuratamente definito dalle architetture, e il colore più freddo mostra l'influenza di Philippe de Champagne.
Dei pannelli con composizioni allegoriche una serie è conservata al Louvre** e una Allegoria della Pace a Chatsworth; quest'ultima tutta concepita in termini di luce e colore, dal disegno più libero e dal modellato più morbido, rivela l'importanza che anche l'arte veneziana ebbe nella formazione di Vouet.
Molte delle decorazioni pittoriche a Fontainebleau, per il Palais Royal, per l'Hôtel Séguier, per il castello di Rueil, ecc., ormai distrutte, ci sono note attraverso incisioni. Tra i suoi allievi E. Lesueur, Ch. Lebrun, P. Mignard. | ©Treccani




Simon Vouet | Portrait of Artemisia Lomi Gentileschi**, 1623-1626


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